
Da ippodromo a parco ciclistico. Da cavalli a quattro zampe a cavalli a due ruote. Ravenna si sta preparando alla metamorfosi meccanica e umana per trasformare l’E’ Tond, è tondo, il Candiano, pista in sabbia di oltre 800 metri nel quartiere della Darsena, in un’area attrezzata non solo per il ciclismo, ma anche per il pattinaggio a rotelle. Un impianto dedicato ai più piccoli, dove si potrà cominciare a pedalare e continuare a esercitarsi in sicurezza, senza i pericoli del traffico.
Per aiutare a sostenere le spese, in particolare quelle destinate a un’area per mountain bike e cross, ecco “Cyclasy” (sintesi di “cycle” e “fantasy”), 14 opere cicloartistiche di Luca Barberini, una mostra promossa dall’associazione Ciclismo Ravenna in collaborazione con il Servizio turismo del Comune di Ravenna: da domani al 4 maggio, a Ravenna in via Zirardini, a cielo aperto (così come a cielo aperto sarà il Bike Park). Le opere saranno in vendita e il 50 percento del ricavato servirà per finanziare l’operazione a due ruote.
Quarantaquattro anni, ravennate, mosaicista, Barberini sposa l’arte alla bici. Perché la bici è movimento, luce, colori. Perché la bici è vita e – da Picasso a Duchamp – arte. Perché la bici è anche storia del territorio, da Guglielmo Malatesta, il primo ravennate alle Olimpiadi (nel 1908 a Londra) e al Giro d’Italia (nel 1909), a Luciano Sambi (vincitore del Giro di Toscana nel 1965 e oggi punto di riferimento ciclistico e storico cittadino) fino ad Andrea Collinelli (oro olimpico nell’inseguimento ai Giochi di Atlanta nel 1996), dalle società Rinascita al Pedale Azzurro.
La bici come ispirazione (“Libertà, innanzitutto”), la bici come mobilità (“Abito e lavoro nel centro storico a Ravenna, ma quando mi sposto con il furgone, parcheggio e poi salgo in bici”), la bici come terapia (“Corsa e mountain bike, da solo o con gli amici, meglio sulle colline, solo per sentirmi bene”), la bici come fascino (“Lo stile, il disegno…”), stavolta Barberini dedica alla bici tutta la sua attenzione e il suo impegno: “Via Zirardini è un luogo non più per affissioni di manifesti politici ma aperto a opere d’arte. Le mie sono state fotografate e gigantografate, quindi esposte, ventiquattr’ore al giorno per trenta giorni, gli originali visibili solo domani dalle 18 all’inaugurazione”. La bici come messaggio e messaggero. Anche di pace.
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