
In un momento così difficile e complesso per tutti, a causa del Coronavirus, che ci costringe a rimanere a casa e vivere la nostra quotidianità in maniera diversa, ci sono anche notizie che strappano il sorriso. Francesco e Federico, stanno migliorando.
I due giovani ciclisti dell’Ausonia Pescantina di Verona, che a metà febbraio sono stati vittime di un terribile incidente stradale mentre si stavano allenando insieme ai loro compagni di squadra sulla strada che da Costermano porta a Caprino Veronese, piano piano stanno tornando alla normalità.
Federico è già a casa mentre Francesco è ancora ricoverato in clinica a Peschiera per le cure di riabilitazione. Da ricordare che l’incidente in cui sono stati coinvolti i due allievi dell’Ausonia Pescantina, è successo intorno a mezzogiorno mentre un gruppetto di otto ragazzi sedicenni, allievi della squadra del presidente Nicola Chesini, percorrevano la strada che collega Costermano a Caprino Veronese denominato La Linea o Direttissima.
Secondo la ricostruzione, i due giovani mentre pedalavano uno in fianco all’altro, si sarebbero urtati finendo dall’altra parte della careggiata mentre sopraggiungeva un’automobile che li ha trascinati per una decina di metri prima di fermarsi. Una scivolata fatale per i due sedicenni che sono caduti e andati a sbattere contro l’auto, una Renault Captur, condotta da un venticinquenne di Garda che ha cercato invano di evitare l’impatto.
Subito è scattato l’allarme e in pochi minuti sul posto sono giunte due ambulanze del 118 e il personale medico, che hannoprestato soccorso e trasportato i due feriti: uno al pronto soccorso della Clinica Pederzoli di Peschiera, dove è stato ricoverato in prognosi riservata, mentre l’atro è stato trasportato all’ospedale di Borgo Trento.
“Adesso sto decisamente meglio e non vedo l’ora di tornare a casa – dice Francesco che sta seguendo una terapia riabilitativa alla Clinica Pederzoli – in queste settimane mi sono arrivati molti messaggi di vicinanza e di pronta guarigione dagli amici e da tutto il mondo del ciclismo, che ringrazio. Sono in ospedale per la riabilitazione e spero quanto prima di tornare a casa. Gradualmente e con molta cautela, mi muovo,qualche passo con il bastone, tanta terapia per rinforzare i muscoli e rimettere il corpo in allenamento. Ho rischiato la vita e tutto sommato mi è andata bene. Quando uscirò, spero presto, farò il punto della situazione e vedrò quale sarà il mio futuro. Non so se potrò tornare in sella ad una bici lo spero molto”.
Più che soddisfacenti anche le condizioni dell’altro sedicenne coinvolto nell’incidente. Federico è stato dimesso dall’ospedale di Borgo Trento ed è a casa da una ventina di giorni e anche lui sta facendo un percorso di terapia riabilitativa. “Sto migliorando di giorno in giorno – dice Federico – da alcuni giorni ho tolto il busto e questo mi permette di muovermi meglio. Mi manca la biciletta, gli amici e tutto quanto avevo prima di questa brutta esperienza. Il ciclismo? Non lo so cosa farò quanto riprenderà la vita normale, quella di prima dell’incidente e di questa pandemia, per adesso devo solo pensare a guarire in fretta”.
“Finalmente una buona notizia in questi momenti così difficili e complicati per tutto il mondo dello sport, in particolare per il ciclismo che dovrà reinventarsi una stagione già compromessa dal Coronavirus tiene a sottolineare il presidente provinciale della Federciclismo Diego Zoccatelli. La speranza è che i due sfortunati ragazzi tornino al più presto in gruppo”.
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