
E' stata una giornata storica per la Lega del Ciclismo Italiano professionistico e per tutto movimento del nostro paese che oggi è aterrato letteralmente a Bruxelles nella sede del Parlamento Europeo. Alla presenza dei rappresentanti del consiglio delle regioni il Presidente Roberto Pella ha presentato il progetto della Coppa Italia delle regioni che è stato accolto con tanto entusiasmo sopratutto dai portavoce esteri.
Ad applaudire l'iniziativa italiana e il due volte campione del mondo Gianni Bugno c'era anche la Presidente del Comitato delle Regioni Kata Tutto che è rimasta entusiasta dell'iniziativa ed ha voluto rivolgere i suoi personali complimenti a tutta l'organizzazione. «Lo sport fa parte della mia vita di tutti i giorni, è un modo di vivere e credo che tutti i rappresentanti della politica debbano torvare un modo per inserire lo sport nei loro programmi - ha spiegto la presidente Tutto - lo sport aiuta la resilienza e il ciclismo è proprio la testimonianza di tutto questo, è un simbolo di assoluta connessione, . Le competizioni sportive connettono le persone e il ciclismo in particolar modo riesce a far riversare le persone in strada a tifare per i propri campioni, tutti insieme, condividendo qualccosa di speciale. Possiamo dire che il ciclismo è anche simbolo di democrazia, tutti partecipano allo stesso gioco, corrono sullo stesso percorso e ricevono gli applausi dei tifosi, è proprio per questo che è così meraviglioso. »
Un tratto peculiare della Coppa Italia delle Regioni è l'obiettivo dell'inclusività che ha portato gli organizzatori a rivolgere l'attenzione non solo verso le gare femminili ma a riservare a tutte le ragaze premi equi a quelli degli uomini «Il clclismo e lo sport in generale, al di là del consueto aspetto economico e turistico, sono fortemente legati alla salute, fare lo sport fa bene e tutti dovrebbero praticare un'attività di questo tipo. Il ciclismo è inclusione e la Coppa Italia delle regioni è proprio il perfetto esempio di tutto ciò, è la dimostrazione che sono stati fatti passi avanti nella parità di genere. Questa competizione garsntisce equi premi per uomini e donne, è un fattore importante che non va sottovalutato, anzi sottolineato ed incoraggito. E' fondamentale che le istituzioni supportino le donne, in particolare quelle che fanno sport.» ha concluso la presidente Tutto che ha promesso di seguire da lontano le competizioni ed ha aperto uno spiraglio per allargare il progetto. E a questo punto la domanda viene più che spontanea: e se in futuro nascesse una coppa Europea di ciclismo? Ancora è presto per parlarne ma per il momento godiamoci il successo della nostra personalissima Coppa Italia.
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