L'ORA DEL PASTO. DE GENDT, A SUO MODO UNICO

LIBRI | 09/08/2022 | 08:02
di Marco Pastonesi

De Gendt, in olandese, significa “il gentiluomo”. In fiammingo, indica “di Gand”, o qualcosa del genere. Ma nel ciclismo, è simbolo e sinonimo di fuga, o meglio, fuga solitaria. La sua biografia non poteva che intitolarsi “Solo”.


Thomas De Gendt è quello che ha vinto due tappe al Giro d’Italia, la prima nel 2012, quella dello Stelvio, in fuga, da solo, la seconda nel 2022, quella di Napoli, in fuga, ma non da solo. E’ quello che ha vinto anche due tappe al Tour de France, la prima nel 2016, quella dello Chalet Reynard (quasi il Ventoux), in fuga, volata a tre, la seconda nel 2018, quella di Saint-Etienne, in fuga, da solo. E’ quello che dopo il Giro di Lombardia del 2018, tornò a casa in bici, in fuga dal ciclismo, non da solo, ma con un compagno complice, Tim Wellens, un migliaio di chilometri in sei tappe, bagagli appresso. Ed è quello di questo libro raccontato a e scritto da Jonas Heyerick, con una postfazione del curatore Filippo Cauz, tradotto e pubblicato da alvento-Mulatero editore nel 2021 (272 pagine, 21 euro).


Non c’è pagina senza una confidenza, un retroscena, uno sfogo. Pagine 69-70, il trucco: “Il Giro di Slovacchia era una bella corsa, ma le donne erano ancora meglio!”, “Tra l’altro arrivai anche terzo nella cronometro, vinta da Sergej Firsanov”, “A noi belgi qualcosa non quadrava”, Saltarono fuori alcune fotografie della tappa con Firsanov attaccato all’ammiraglia su un lungo rettilineo”. Pagina 87, la bici: “Tutta la squadra usava telai in carbonio, io ero l’unico a gareggiare ancora con una bici in alluminio. Non che mi dispiacesse: i loro modelli davano continuamente problemi. Se si prendeva una buca, la sella si abbassava, a volte ‘sprofondava’ persino il manubrio. Io correvo con un modello più pesante e meno aerodinamico – ribattezzata malignamente ‘il termosifone’ perché sembrava messo insieme con i tubi del riscaldamento -, ma almeno tutto rimaneva al suo posto”. Pagina 106, i premi: “Fino a 5 km dal traguardo sono disposto a tutto, poi mi faccio da parte. Per Borut Bozic, il nostro velocista al Giro di Svizzera, era un atteggiamento inammissibile. Secondo lui non dovevo lagnarmi e dovevo andare a tirare per lo sprint. Mi rifiutai. Quando vinse una tappa, Bozic spartì il premio con tutti tranne che con me. Non ci persi la testa, ma ovviamente più avanti neanch’io divisi il mio premio con lui”.

Pagine 170-171, la birra: “Al Memorial Frank Vandenbroucke si vince della birra. Tanta birra. A un certo punto si sparge addirittura la voce che è in palio il proprio peso in birra”, “Corro lo sprint della mia vita e vinco con tre lunghezze di distacco”, “Anche se alla fine i litri di Chimay furono 25 e non 70, ne era valsa la pena”, “Dividiamo! Dividiamo!”, “Un corno, tanto so da un pezzo che non rimarrò nella squadra. Dopo la corsa carico in auto tutte le bottiglie di Chimay e me ne vado”, “Solo Niki Terpstra riesce a prendersi una bottiglia”. Pagine 231-232, la preparazione: Campenaerts “si prepara fino allo sfinimento ed è estremamente professionale e maniacale in quello che fa”, “Un lavaggio del colon un’ora prima di una cronometro, la barba rasata appena prima della partenza... Mi sembra esagerato”, “Me lo vedo ancora, seduto nel bus della squadra come un mezzo idiota, gli occhiali con la luce blu che stimola la produzione di un certo ormone...”.

Pagina 239, la tappa 22: “La tappa 22 è la festa dopo un Grande Giro, la tappa che lascia il segno più profondo e spesso anche la più epica”, “Il programma prevede di arrivare a Madrid, cambiarsi sul bus e poi andare in città. Un buon ristorante, qualche birra...”, “C’è una sola cosa che non va mai dimenticata: un appunto con il nome e l’indirizzo dell’albergo, qualora non connettessimo più”, “Il nostro polacco, Marczynski, non è abituato agli alcolici, ma quando beve, lo fa alla maniera polacca: senza freni!”. E a proposito di Marczynski, pagina 258, il contratto: “Ogni volta che ha il contratto in scadenza pedala come un fulmine, ma non appena lo rinnova smette di darsi da fare. Esistono molti corridori di questo tipo. E’ un atteggiamento che non sopporto. Si tratta di ragazzi che corrono solo ed escusivamente per i soldi”, “Io non sono fatto così”.

Perché lui è Thomas De Gendt. Solo. E, a suo modo, unico.

 

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Il Tricolore attraverso le Fiandre. Elisa Longo Borghini (UAE ADQ) ha vinto l'edizione 2025 della Dwars door Vlaanderen con una azione magistrale iniziata a 30 chilometri dal traguardo e conclusa a braccia alzate sul traguardo. A 30" dalla campionessa italiana l'iridata  Lotte...


Nonostante la superiorità della Visma-Lease a Bike nel finale, la vittoria di Attraverso le Fiandre è andata allo statunitense Neilson Powless, che nello sprint  ha superato Wout Van Aert.  «Pensavo davvero di correre per il secondo posto: mi sentivo molto...


Per la presentazione al comitato Europeo della Coppa Italia delle regioni, il presidente della Lega Ciclismo Professionistico Roberto Pella ha voluto fare le cose in grande invitando a Bruxelles Gianni Bugno in veste di Presidente del Comitato Tecnico della Lega...


Tanto tuonò che alla fine piovve. Molto probabilmente sotto la voce beffa da oggi ci sarà anche il nome di Wout Van Aert e di tutta la Visma | Lease a Bike: a sorridere nella Dwars Door Vlaanderen 2025 è...


E' stata una giornata storica per la Lega del Ciclismo Italiano professionistico e per tutto movimento del nostro paese che oggi è aterrato letteralmente a Bruxelles nella sede del Parlamento Europeo. Alla presenza dei rappresentanti del consiglio delle regioni il...


Si è svolta a Bruxelles, presso l'Atrium del Comitato europeo delle Regioni, l'iniziativa dal titolo Ciclismo, Valori e Territori , organizzata dalla Lega del Ciclismo Professionistico insieme alla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, con il patrocinio del Comitato...


Con un micidiale colpo di reni nei centimetri finali Matteo Moschetti firma la prima tappa della ΔΕΗ Tour of Hellas la Patra-Agrinio di 140 chilometri. Formidabile il guizzo del milanese di Robecco sul Naviglio, classe 1996 della elvetica Q36.5 Pro...


Grande colpo per la Unibet Tietema Rockets e per Lander Loockx alla Paris-Camembert 2025. Il 27enne belga, noto soprattutto come ciclocrossista, ha colto la sua prima vittoria da professionista regolando in uno sprint ristretto altri 4 corridori, con l'astro nascente...


Aso ha ufficializzato le 22 formazioni che disputeranno il prossimo Tour de France Femmes avec Zwift. Oltre alle 15 squadre di WorldTour - Ag Insurance Soudal Team, Canton//SRAM Xondacrypto, Ceratizit Pro Cycling, FDJ Suez,   Fenix Deceuninck, Human Powered Health,...


Ha atteso le prime luci dell'alba per... venire alla luce! All'ospedale Sant'Anna di Brescia è nata stamane Ginevra, figlia dell'ex professionista Mattia Frapporti. Mamma Sabrina e la piccola stanno bene, papà Mattia è pazzo di gioia! Diventerà ciclista comne il...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024