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A seguito della preoccupante situazione sollevata da alcuni organi di stampa riguardo alla pericolosità della posizione delle radioline, fissate sulla schiena dei corridori, Rocco Cattaneo, Presidente de l’Union Européenne de Cyclisme dichiara: “L’interessante articolo de La Gazzetta dello Sport del 22 agosto, ha evidenziato una situazione critica che, a nostro parere, va affrontata prima che si trasformi in una vera e propria emergenza ed apre una profonda riflessione".
"Dall’articolo emerge che le radioline potrebbero rappresentare un potenziale pericolo per l’incolumità degli atleti stessi in caso di cadute, in modo particolare per la spina dorsale, visto che vengono posizionate proprio sulla schiena; un aspetto che non deve essere assolutamente tralasciato. Dal canto nostro fin dall’istituzione del primo campionato europeo ELITE su strada nel 2016, non abbiamo mai autorizzato l’utilizzo di apparati radio in corsa e ora, anche alla luce delle conseguenze di alcune cadute delle scorse settimane, siamo ancor più convinti della nostra scelta. Condividiamo pienamente la posizione del Presidente del CPA (Cyclistes Professionnels Associés) Gianni Bugno che auspica in una ricerca di soluzioni che possano ridurre i pericoli per l’incolumità degli atleti. La sicurezza dei corridori rimane la nostra priorità, proprio per questo siamo disponibili a collaborare con l’Union Cycliste Internationale e con il CPA per affrontare questa situazione nel più breve tempo possibile.”