RCS. ARMSTRONG E GERUSALEMME: UNO NON GRADITO, L'ALTRA IN FORSE

PROFESSIONISTI | 24/04/2018 | 09:07
Lance Armstrong sta preparando i bagagli per trascorrere qualche giorno in Israele e raccontare sul suo podcast la storica partenza del Giro d'Italia dal Medio Oriente. Il suo annuncio ha suscitato reazioni e polemiche, come normale che sia, e anche una presa posizione ufficiale da parte degli organizzatori della corsa rosa.

Lance infatti è radiato a vita e non può entrare nelle aree ufficiali degli eventi sportivi. E a tal proposito Rcs Sport, che organizza il Giro d’Italia per conto della Gazzetta, ha fatto sapere attraverso il direttore generale Paolo Bellino: «Lance Armstrong non è stato invitato dagli organizzatori del Giro d’Italia. È squalificato a vita dall’Uci e quindi non può avere ruoli in eventi Uci. Tantomeno può ricevere un accredito dall’organizzazione. È stato quello che è stato, di fatto per il ciclismo non esiste più. Non fa più parte del nostro mondo».

Sempre in materia di Giro d'Italia, e partenza da Gerusalemme, Cosimo Cito su Repubblica chiosa il suo pezzo con una notizia che non passa innoservata: «Per il nostro Ministero degli esteri “alla luce dei più recenti avvenimenti, permane alta la possibilità di manifestazioni di protesta in Palestina e di accresciute tensioni a Gerusalmemme Est”, ma, fa sapere la Faresina, “è ancora presto per dire cosa accadrà da qui al 4 maggio”. Dopo Israele, a corsa ripartirà l'8 maggio da Catania. Sopravvive un teorico piano B per il Giro, con una Grande partenza di riparazione dalla Puglia e successiva discesa verso sud».

a cura della redazione di tuttobiciweb.it


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COMMENTI
Tristezza
24 aprile 2018 10:21 Nando
Se così fosse più della metà dei direttori sportivi delle squadre dovrebbe starsene a casa visto che correvano nei suoi anni...

Mah
24 aprile 2018 10:45 Ruggero
Ma dico io, perchè solo con lui questo astio ? come al solito il Giro sarà una sfilata di personaggi pieni di scheletri nell'armadio ma ci si accanisce sempre e solo contro di lui.

Accanimento assurdo
24 aprile 2018 14:58 antony
Concordo al 100x100. Non capisco questo astio verso una sola persona. Tanti di quello che oggi fanno i DS o sono inseriti in federazione con incarichi importanti hanno corso in quegli anni......e nessuno ricorda il loro passato. Amstrong ha fatto quello che facevano in tanti, la differenza è che andava più forte di loro perché era più forte.

Che ridere
24 aprile 2018 15:53 Mac75
Dovrebbero accanirsi così con Froome è non con chi non corre piu..

smemorati o poco informati
24 aprile 2018 16:06 pickett
Armstrong non si limitava a doparsi come tutti i suoi colleghi;era a capo di una autentica associazione a delinquere di stampo mafioso che corrompeva,intimidiva,ricattava,tramava.

GRANDE PAOLO!
24 aprile 2018 21:11 paciacca
Conoscendolo da una vita non mi sarei aspettato altra risposta!
Grande Paolo!

roba da pazzi
24 aprile 2018 22:42 noodles
nel 2018 ci sono ancora soggetti che difendono questo obbrobrio d'omo con la fregnaccia che lui era più forte e non faceva nulla di diverso da quello che facevano gli altri. Questo qua, e chi lo ha protetto nel corso della sua carriera, ha quasi ucciso uno sport. Se non avete capito il perchè leggetevi i libri su di lui, gli atti che lo riguardano. Non era un peccatore come gli altri...era il capo di un sistema. Una della più grosse figure di melma della storia dello sport. Sveglia....

non è solo doping
25 aprile 2018 10:35 AleC
Il problema di LA non è solo il doping, è stato il potere che ha avuto in quegli anni, rappresentato in pieno dal gesto con Simeoni al Tour 2004, che non ebbe alcuna conseguenza. Ci si può dopare e purtroppo lo fanno in tanti, ma non si può permettere che lo sport obbedisca a logiche mafiose di quel tipo. La squalifica a vita e la radiazione da qualunque evento sportivo, da questo punto di vista, rappresentano una punizione esemplare comminata da un mondo che non deve certo dare le garanzie della giustizia penale.
Certo, c'è anche un altro lato della medaglia. I dollari e l'audience negli USA, ai tempi, hanno fatto comodo...320 milioni di "malati di sport" con buona capacità di spesa valgono bene qualche concessione, no?

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