La maglia rosa avvolge Elisa Balsamo, copre quella da campionessa del mondo come un abbraccio che rappresenta un sogno che coltivava sin da bambina. La cuneese del team Trek Segafredo sfreccia a Tortolì in una volata imperiale in cui mette in fila ad una ad una le più grandi velociste di questa edizione, si prende quella vittoria che voleva a tutti i costi sin prima della partenza dal continente, lottando ed inseguendo qualcosa di magico. Ieri aveva concluso la cronometro inaugurale in terza posizione, staccata di 6” da Kristen Faulkner, un distacco minimo che numeri alla mano le avrebbe permesso di acchiappare la rosa. Per tutto il giorno la Trek Segafredo ha lavorato duramente per quell’obiettivo controllando la corsa e la fuga di giornata senza mai farsi schiacciare da una pressione che indubbiamente c’era.
«Quello che ho appena fatto è pazzesco, praticamente non mi capacito - dice Elisa Balsamo a tuttobiciweb subito dopo il traguardo -: è incredibile, sapevo di essere la favorita e non è stato certo facile correre con questa pressione. In squadra mi hanno aiutato molto, non solo a livello atletico, ma soprattutto a livello mentale, abbiamo Elisabetta Borgia che è una psicologa sportiva che è fondamentale soprattutto in questi contesti. Le mie compagne sono state fondamentali, mi hanno detto di rimanere tranquilla e hanno fatto per me un lavoro fondamentale. Fin dal primo chilometro ci siamo presi tutta la responsabilità per tenere chiusa la corsa, volevamo la vittoria, volevamo la rosa e ci siamo riuscite».
La maglia rosa è un sogno che si realizza, Elisa Balsamo ci pensava fin da quando era bambina e a bordo strada vedeva passare i grandi atleti impegnati nel Giro sia maschile che femminile. Mamma Silvia e papà Sergio da grandi appassionati di ciclismo la facevano accedere a quel mondo, da sognante spettatrice che sperava di poter essere una del gruppo. Oggi i suoi genitori la aspettavano a Tortolì, in disparte come sempre, ma pronti ad abbracciare la figlia e a dimostrarle tutto il loro affetto. «Ieri ho cercato di fare bene il cronoprologo e sapevo che con 6” di ritardo la possibilità della rosa c’era, ma averla per me è tutta un’altra cosa, non ho parole» ci dice Elisa Balsamo, i suoi occhi fanno trasparire un’emozione incredibile. Di maglie ormai ne possiede tantissime, da quella iridata a quella tricolore eppure quella rosa ha un fascino incredibile a cui nemmeno il tempo fa abituare.
Elisa ha condotto una volata imperiale in cui ha battuto nuovamente Marianne Vos, la campionessa tra tutte che è sempre stata il suo modello di riferimento. «Con la squadra abbiamo fatto un buon treno, siamo partite tutte sulla sinistra, lei invece era dalla parte opposta, ho visto con la coda nell’occhio che stava partendo e così le sono andata immediatamente dietro, nel finale ho fatto un colpo di reni, praticamente ero abbastanza sicura di aver vinto - ci racconta Elisa -: essere sul podio con la Vos è un onore immenso, mi ricordo che qualche anno fa alla mia prima gara open ero emozionatissima di gareggiare con lei, mi sono avvicinata e le ho chiesto una foto, ora eccomi qui, a batterla ancora. Essere come lei sarebbe un sogno, per noi in gruppo è come un modello, non solo in bici, ma anche nella vita, spero di gareggiare ancora con lei, il Giro è lungo e sicuramente ci sarà ancora spazio per un bel duello»
Le interviste sono finite e finalmente Elisa può tenere tutta per sé quella magica maglia rosa. Non sa quanto la potrà conservare, ma ci assicura che farà di tutto per riuscirci. «Quasi quasi mi butto in acqua come la Faulkner, peccato solo che il mare sia lontano» ci dice un’ultima volta mentre allontana con un sorriso gigantesco stampato in volto, è felice ed emozionata, domani inizierà un’avventura tutta nuova in maglia rosa e siamo sicuri che sarà indimenticabile.