
Signor Costa, da anni durante il Giro d’Italia da sfoggio di una comicità da scuola elementare che non so bene a quali lettori sia indirizzata. Io ed i miei colleghi a mala pena ci facciamo caso, fino a quando, avendo deciso di rinunciare all’intelligenza per farsi notare, decide di puntare sul cattivo gusto e l’irriverenza. Nel 2014 se l’era presa con Adriano Malori che dopo aver corso per 250km con la carne lacera e ricoperta di fango era stato da lei irriso perché “sembrava uscito da una SPA”.
Oggi anche a me è toccato di essere al centro delle sue attenzioni e deriso per la mia sfortuna e quella di Valverde. Dopo mesi di lavoro per farmi trovare pronto a quello che potrebbe essere stato il mio ultimo Giro d’Italia ho visto andare tutto in fumo a causa di una caduta in cui ho riportato fratture a vertebra, clavicola e dito di una mano. Dovrò portare un busto per oltre un mese ma poteva andare molto peggio.
Sono sicuro che lei non abbia idea di come mi sento perché altrimenti avrebbe avuto il buon gusto di risparmiarmi quelle sciocche parole, oppure molto più probabilmente è proprio il buongusto a mancare!
Tanto le dovevo,
Daniele Bennati
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