Una bicicletta per l'eternità

TUTTOBICI | 25/12/2013 | 02:39
Maria e Giuseppe si fermarono in un motel della periferia. La stanza non era granché, ma gli al­berghi del centro praticavano tariffe altissime, e comunque an­che in quella stanzetta sul ballatoio c’era la macchina per il par­to, come ormai era obbligatorio pure nell’ultima locanda. Nascevano pochi, pochissimi bambini, le sezioni per partorienti dei grandi ospedali erano chiuse da tempo immemorabile, e intanto nessuno stato poteva permettersi di perdere un futuro cittadino, essere umano di cui la carenza era ormai gravissima intanto che l’utilità, la necessità anzi erano innegabili: il na­scituro. I motel della cintura era­no l’optimum, garantivano macchine per il parto sempre a posto, vicinanza con la città per ogni evenienza, parcheggio sicuro, e alcuni avevano anche di­stributori automatici di latte per neonati, molto più caro di ogni altro genere alimentare esposto anch’esso in teche trasparenti, con tanto di gettoniera che ac­cet­tava qualsiasi moneta del glo­bo, anche se non era garantito il resto in moneta diversa da quella del paese dove il distributore era collocato. L’ideale per un po­polo fatto ormai tutto di gen­te che non voleva far nascere i figli al paesello, che era cercato sì per i week-end ma che, se se­de per sempre o comunque per sempre scritto sulla carta di iden­tità, faceva tanto contadinotto di altri tempi. 

C’erano città che addirittura avevano tentato di connotarsi come ideali per il parto, vantando ab­bondanza di macchinari e tariffe alberghiere basse e latte sintetico di prima qualità e di ultimo prezzo e persino il clima costante ideale perché i pupi nascessero sani, forti, belli, in linea di massima biondi e destinati subito a fare sfrigolare di soddisfazione le macchine che calcolavano - con semplice formule basate su ora di venuta al mondo, se­gno zodiacale, peso, intensità di strillo e colore degli occhi -  il quoziente di intelligenza del bi­pede implume chiamato uomo e, rigidamente una volta su due, donna.
In sostanza il parto non era l’emozione vera, anzi non era neppur il momento massimo. Che invece era quello dei doni. 

Di tutte le usanze del passato ormai fatto archeologia una sola era stata chissà perché conservata, quella dei doni alla creatura appena nato(a). C’era chi diceva che i vecchi saggi, completamente inutili ai fini pratici della vita sociale, proprio soltanto per questo venivano tenuti in vita talora anche dopo l’età ics in cui finire la vita (anch’essa calcolata con formule sicure): perché sem­pre ce ne fossero disponibili onde portare, con un minimo di solennità all’antica, i doni al neonato, o meglio ai suoi genitori. 
Doveva trattarsi di doni che, comprati col denaro della co­mu­nità, fossero perfettamente in linea con le regole del buon vi­vere impartite dall’Alto: og­getti altamente tecnologici per la vita di tutti i giorni, pilloline sintetiche per tutti i pasti a venire, abiti in tessuto repellente nei ri­guardi di qualsiasi forma di inquinamento, mascherine a filtrare l’aria fetida, e fra il resto immancabili dischetti didattici speciali per l’assimilazione rapida delle cose da fare per guidare un’auto, operazione primaria e intanto somma di ogni abitante del pianeta. In sostanza, il kit per esistere. Comitati severi e all’occorrenza feroci sovrintendevano alla definizione della li­sta dei doni, tenendo conto del­la situazione famigliare ma an­che badando che nessuno avesse troppo e nessuno troppo poco. I paesi che non potevano permettersi questi comitati efficienti, nonché costosi in termine di grassi salari dei loro membri, era­no considerati di fascia B, erano l’eterno sud del mondo, che esiste sempre quale che sia l’era in corso.

I vecchi scelti per quel bambino erano di quelli migliori, supercollaudati per porgere bene i doni. Era Natale e in Alto si faceva sì che ogni occasione fosse buona perché il mi­sti­cismo di quella festa venisse in qualche modo conservato. E poi quella città (Betlemme, il no­me era stato conservato bene nel tempo) aveva una certa fama positiva, nell’ospitare partorienti e nel fornire il kit ai neonati. Il parto era andato ovviamente benissimo (un bambinello, ma il sesso del nascituro era conosciuto da tempo) e dunque Ma­ria e Giuseppe attendevano se­reni e fiduciosi l’arrivo dei doni, mentre il bambinello vagiva e se buio la stanza veniva rischiarata anche da una enorme stella al neon che sovrastava la loro finestra, e della quale non si erano assolutamente accorti quando erano arrivati, benché fosse se­ra.

I vecchi di norma erano tre e cercavano di portare doni complementari, per coprire tutta la gamma di bisogni del nascituro nella sua programmata lunga vita. Quei tre che arrivarono da Maria e Giuseppe e il piccolino apparivano un po’ strani, nel senso che erano vestiti da vecchi illustri e che due erano a mani vuote mentre uno alzava a fatica un qualcosa di mai visto prima e intanto farfugliava le formule di rito per ac­com­pagnare un regalo, ricordando che quello che lui stava per smistare avrebbe dato al pic­colo forza pratica e poesia, sa­lute e utilità, progresso e sicurezza, vittoria sul traffico e salutistica occasione di sudore, li­ber­tà dagli orari e anche dai parcheggi, insomma vita nuova a basso costo. Liberò la cosa, il coso dalla carta, molta, che lo av­volgeva, era un oggetto con due ruote, un triangolo di ferro a collegarle in qualche modo, ed altri strani oggetti a completare il tutto. “Una scultura?”, chiese Maria quasi allarmata. No, fu la precisazione immediata, una bi­cicletta. 

di Gian Paolo Ormezzano, da tuttoBICI di dicembre
Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
La Volta a Catalunya ha modificato il percorso della sua quarta tappa, che si concluderà a Camprodon. A causa dell'attivazione dell'allerta VENCAT di livello 3, con raffiche di vento previste fino a 90 km/h sulla cima del Vallter, la Volta...


Apprensione e preoccupazione oggi per una brutta caduta, nella prima tappa della Coppi & Bartali, che ha avuto come protagonista il 22enne messicano Michael Zarate, portacolori della Petrolike di Marco Bellini. Trasportato in codice rosso al nosocomio di Alba, il...


Finalmente Dylan Groenewegen si è lasciato alle spalle quel periodo in cui non vinceva e non era il velocista più forte del gruppo. Quest’anno invece ci sono le motivazioni e la forma, ma anche una nuova squadra, la Unibet Rose...


Ancora una volta una manifestazione di protesta mette a repentaglio l'incolumità dei ciclisti. È accaduto a circa 30 km dal traguardo della Ronde van Brugge in un tratto di pavé con il gruppo lanciato a tutta velocità. L'attivista Wouter Mouton -...


Alle 18 su Raisport potremo seguire le immagini della prima tappa della Settimana Coppi&Bartali, la Barbaresco-Barolo, cion il commento di Umberto Martini e Giada Borgato.


Davvero emozionante e per certi versi incredibile, la terza tappa della Volta Ciclista a Catalunya, la Mont-roig del Camp - Vila-seca di 159, 4 km. A cogliere il successo, il secondo in 48 ore, è stato il francese Dorian Godon...


Dylan Groenewegen ci ha preso gusto e centra la terza vittoria in cinque giorni, solo che stavolta è una classica WorldTour. Nel rinnovato Tour of Bruges 2026 l'olandese ha corso alla perfezione e ha piazzato la volata vincente saltando nel...


Il Team Ineos Grenadiers voleva la prima tappa a tutti i costi, non per niente la squadra britannica si è messa davanti al gruppo sin dalle fasi iniziali della prima giornata di gara della Settimana Internazionale Coppi & Bartali. A...


Podio tutto nederlandese nella prima tappa del Metec Olympia’s Tour, corsa .2 che quest’oggi, nella frazione inaugurale di 155, 7 chilometri con partenza e arrivo nella cittadina di Alkmaar, ha visto primeggiare il portacolori della Roy Metec - SOLARWATT...


Vicente Rojas, classe 2002, ha conquistato il titolo nazionale l’8 marzo a Pichidegua, firmando così il primo campionato nazionale della sua carriera e regalando alla Bardiani-CSF 7 Saber la prima vittoria stagionale, oltre a un risultato storico come...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024