Alejandro VALVERDE. 10 e lode. Tappa che punta il cielo, con pendenze fino al 22%. Lui che è abituato a puntare i traguardi e si appunta tutto con estrema precisione, si fa trovare al posto giusto al momento giusto, centrando il record di Perureña: nelle ultime nove edizioni, una tappa alla Vuelta l’ha sempre vinta. Intanto questo fenomenale campione porta a 127 le vittorie in carriera, ma chiaramente va molto più veloce di una 127.
Primoz ROGLIC. 9. Secondo di tappa, secondo in classifica generale, ma primo dei favoriti al successo finale di Madrid: è lui l’uomo da battere.
Miguel Angel LOPEZ. 6,5. Torna in rosso, ma rosso è il bilancio di giornata, perché subisce troppo l’azione e fatica, a più riprese, a tenere le ruote di Roglic e Quintana.
Nairo QUINTANA. 7,5. Attivo, spumeggiante e baldanzoso: fin qui poco continuo. Alla fine arriva 4°, ma la sua è una prova più che buona.
Rafal MAJKA. 7. Il polacco si mette lì con il pilota automatico e da lì non si muove. Appena dietro i quattro big, c’è lui.
Tadej POGACAR. 8. Il pupo è tanta roba, anche se arriva con le gambe in croce e gli occhi fuori dalle orbite. Ma è tosto lo sloveno, e non lo scopriamo certamente oggi.
Fabio ARU. 7. Dopo la battuta d’arresto dell’altro ieri, il Cavaliere dei Quattro Mori torna al galoppo. Tiene duro, con forza e ottiene un buonissimo 8° posto finale di tappa. Non sarà ancora al top, ma è importante aver ritrovato in una tappa difficile e esplosiva come quella di oggi, non propriamente ideale per le sue caratteristiche, un po’ di morale.
Esteban CHAVES. 5,5. Bel sorriso non è lì, non riesce ancora a tenere il passo dei migliori. È vero, arriva 13°, ma per uno come lui è ancora un po’ poco.
George BENNETT. 7. Il 29enne corridore neozelandese ha un credo: Primoz aiutare Roglic, poi pensare alla propria di classifica. Fa bene tutto.
Wiko KELDERMAN. 5. È un regolarista, e con regolarità senza sprofondare, si stacca.
Philippe GILBERT. 7. Si getta nella mischia di giornata con Jelle Wallays (Lotto Soudal), Sergio Henao (UAE Team Emirates), Stéphane Rossetto (Cofidis), Quentin Jauregui (AG2R La Mondiale), Gianluca Brambilla (Trek-Segafredo), Michael Storer (Sunweb) and Sebastian Henao (Team Ineos), Cyril Barthe (Euskadi-Murias), Tomasz Marczynski (Lotto Soudal), Willie Smit (Katusha-Alpecin). Prova a far saltare il banco e provare il grande colpo, c’è un muro di troppo, e alla fine va a sbattere.
Tejay VAN GARDEREN. 3. Anche l’americano della EF Education First è costretto ad abbandonare la Vuelta in seguito alla caduta di ieri. Dopo Uran e Carthy, anche il Tejay. Come vuole l’antico adagio, non c’è due senza tre. Ora è la Educational First che deve proseguire in cinque, senza quei tre.