L'ORA DEL PASTO. IL FASCINO UNICO (E SFACCETTATO) DELLE CICLOSTORICHE

NEWS | 22/09/2022 | 08:04
di Marco Pastonesi

Domenica 25 settembre La Francescana, a Foligno. Sabato 1 e domenica 2 ottobre L’Eroica, a Gaiole in Chianti. E’ sempre tempo delle corse senza tempo: le ciclostoriche.


Nate fra scetticismo e diffidenza, le ciclostoriche hanno valorizzato luoghi, conquistato pubblico, guadagnato credibilità e assunto un ruolo e anche un compito importanti.


Il primo fascino delle ciclostoriche è storico: perché riportano al ciclismo primo novecentesco, da quello pionieristico fino a quello romantico, dal Diavolo Rosso al Campionissimo, un ciclismo entrato nella letteratura, nella musica, nel cinema, dunque un ciclismo artistico.

Il secondo fascino è geografico: non solo per le strade bianche, ma per l’ambiente che le comprende, laghi e borghi, boschi e parchi, monti e valli, così che organizzatori e corridori diventano esploratori, sentinelle, custodi di queste aree verdi.

Il terzo fascino è modaiolo: meglio il ferro (dei telai) del carbonio, meglio la lana (delle maglie) dei sintetici, meglio il cuoio (del casco) dei polimeri, meglio la ribollita (al rifornimento) delle maltodestrine, meglio un tè zuccherato (nella borraccia) degli integratori. Non è solo nostalgia, non è solo vintage o retrò, ma una scelta più artigianale che industriale, più chilometro zero che globale, più giocosa che agonistica.

Il quarto fascino è – per così dire – mistico, spirituale, addirittura religioso: pedalare fra terra e cielo, fra acqua e fuoco (il fuoco – dalla brace al falò – che arde dentro di noi). E, in particolare, recarsi a Gaiole (la madre di tutte le ciclostoriche) è un po’ (perdonate l’esagerazione sacrilega) come per un cattolico intraprendere un pellegrinaggio destinato a Roma o a Gerusalemme.

Il quinto fascino è onirico: il sogno, o forse l’illusione, dunque l’utopia, di poter pedalare avanti nel luogo ma indietro nel tempo, al come eravamo, o al come erano, come erano i nostri genitori, come erano i nostri antenati. E chissà, magari cullandosi (“en danseuse”) nella speranza di poter addirittura cambiare, per mezza giornata, la nostra vita.

Il sesto fascino è missionario: perché spesso le ciclostoriche propongono anche spettacoli, incontri, pedalate, visite, mostre, una forma di promozione della cultura, oltre che dell’uso, della bicicletta.

PS Sabato offrirò il mio libero contributo alla Francescana: la mattina raccontando storie di Gino Bartali in una pedalata da Foligno ad Assisi (ci sarà anche Gioia Bartali), il pomeriggio ricordando i mille incroci fra bici e treno (dai soprannomi al gergo, dai passaggi sui vagoni ai passaggi a livello) in una pedalata alla stazione di Foligno (con la Fiab). La partecipazione è aperta a tutti.

 

Copyright © TBW
COMMENTI
Il settimo fascino
22 settembre 2022 13:30 canepari
(7 come le meraviglie del mondo) deve essere quello culturale. Chi partecipa a una ciclostorica deve capire cosa fa. Deve sapere perchè non può indossare le scarpe da ginnastica o sapere perchè esiste il giroruota e la chiave ad osso; o che maglia sponsorizzava Binda. Se non si è consci di queste cose e del perchè si chiamano CICLOSTORICHE allora è come partecipare alla Coppa Cobram del caro ragionier Fantozzi

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
«La famiglia e il team GUIDON CHALETTOIS sono rattristati nell'annunciare l'improvvisa scomparsa di SIMON MILLON all'età di 24 anni. SIMON è stato un pilastro essenziale e membro della squadra N1 dal 2019 al 2023 e poi quest'anno. Oltre alle sue...


Continuano le discussioni e le prese di posizione su quanto accaduto ad Attraverso le Fiandre mercoledì scorso dove quella che doveva essere una vittoria netta della Visma-Lease a Bike, si è tramutata in un autentico disastro tattico. Van Aert, al...


La puntata di Velò andata in onda ieri sera su TvSei - la seconda della trentesima edizione della trasmissione - è stata particolarmente interessante: si è parlato di Van der Poel, di Pogacar, di Fiandre e di tanto altro ancora con Luciano Rabottini,...


Tadej Pogacar è già arrivato in Belgio e da qualche giorno alloggia al Parkhotel di Waregem, a poche centinaia di metri dal traguardo di Attraverso le Fiandre. Il campione del mondo dalla sua camera avrebbe potuto guardare la corsa, ma...


Davanti ho un’installazione artistica, alle mie spalle un cortile che ho appena attraversato e mi ha ricondotto in poco più di cento passi con la memoria a quasi quarant’anni fa. Poco prima ho varcato un cancello automatico, che si è...


Tra l’Abruzzo e il ciclismo si è ormai formato un legame fortissimo, è una connessione speciale fondata sulla passione e sulla voglia di fare. Lo sono una dimostrazione i tanti sforzi messi in campo da tutta la regione, il progetto...


Biniam Girmay parteciperà alla Parigi-Roubaix per la prima volta nella sua carriera: il vincitore della maglia verde dell'ultimo Tour de France, che ha appena compiuto 25 anni, si appresta a scoprire la sua terza Monumento. Con quattro partecipazioni alla...


La Parigi-Roubaix è una corsa per specialisti, forse la più indomabile delle classiche e sicuramente quella che richiede i requisiti fisici e tecnici più severi. La sua crudeltà e la sua durezza spaventano alcuni, ma ispirano molti altri, che ne...


«Il Giro racconta» è tornato, come da quattro anni consecutivi torna la Corsa Rosa a Napoli e in Campania. L’incredibile viaggio nella storia del ciclismo e della vita sociale della nostra regione continua e il volume di Gian Paolo Porreca,...


Ci sarà anche una bandiera irlandese nella corsa alla corona del Tour of the Alps (21-25 aprile) rimessa in palio da Juan Pedro Lopez, vincitore nel 2024 e annunciato al via di San Lorenzo Dorsino fra meno di tre settimane....


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024