
Martina Fidanza è la campionessa del mondo dello Scratch. Per essere chiari è una gara sulla distanza di 10 chilometri in pista con traguardo unico finale. Così è stata lei, Martina, a regalare all’Italia la prima medaglia d’oro ai recenti campionati del mondo su pista nel velodromo Jean Stablinski di Roubaix, Francia. Una corsa perfetta, l'attacco a cinque giri dalla fine. Il gruppo delle migliori perde subito una decima di metri, Martina non verrà più ripresa e arriva a braccia alzate sul traguardo. Incredibile, specie per una gara di questo tipo.
Quale è stato il primo pensiero una volta scesa dalla bici?
"E' stato bellissimo, ma niente interviste in lingua inglese per favore-dice ridendo Martina, 21 anni-. Poi ovviamente,e con piacere, ho dovuto concedermi ai microfoni stemperando l'emozione fra un'intervista e l'altra rigorosomente in lingua anglo sassone".
Le dediche?
"Una speciale ai nonni Rosi e Aldo, mi hanno cresciuta, coccolata, amata. Sono stati fondemantali nella mia vita, riuscendo a dedicare le giuste attenzioni ai nipoti. La seconda alla mia famiglia che mi è sempre vicina in ogni situazione".
Si può dire che finora la tua carriera è stata di altissimo livello?
"Mi diverto, mi piace vincere, mi piace correre. Ricordo tutto, dal primo giorno che sono salita in sella a quello che ho fatto ieri. Con il passare degli anni mi sono sempre migliorata, correre e pedalare è la mia natura, sempre e comunque per divertirmi. Oggi ancora più".
Oltre la bici?
"Mi sono diplomata al Liceo Artistico di Bergamo. Il mio cuore batte per il ciclista professionista Riccardo Stacchiotti. E' marchigiano, io bergamasca, a seconda degli impegni ci vediamo quando è possibile. Sono una donna con tante passioni e interessi. Emozioni ne vivo tante e tra queste anche quella di aver avuto la fortuna di calcare il red carpet. Grazie alla rivista Diva e Donna sono stata ospite ad una serata durante il Festival del Cinema di Venezia dove ho sfilato con un abito da sera verde smeraldo. Questa esperienza rimarrà un bellissimo ricordo per me, che nel suo piccolo spero contribuirà a smentire i tanti luoghi comuni sulle cicliste".
Martina è stata premiata come atleta assieme al campione olimpico del salto in alto Gianmarco Tamberi.
Il ciclismo a casa Fidanza è vissuto a 360 gradi. Papà Giovanni ha corso per dieci stagioni fra i professionisti (maglia ciclamino e vittoria di tappa al Giro d'Italia e al Tour de France), mamma Nadia Baldi è stata una ciclista azzurra di buon livello. E poi c'è Arianna, la sorella maggiore, che attualmente difende i colori tra le elite della squadra australiana BikeExchange anche lei plurititolata in pista.
Martina Fidanza è la bicicletta, e non solo perchè è brava, vince corse e titoli importanti, ma anche per spirito sportivo, dedizione e sacrificio. Regala serenità, si rialza nei momenti difficili, non si arrende mai. Finora ha realizzato molti dei suoi sogni, ma in serbo ha altri obiettivi.
"Non cambierei assolutamente niente della mia vita sportiva. A 21 anni il mio palmares è una buona cosa, mi ritengo più che soddisfatta e spero di continuare su questa strada per molti anni ancora. Le Olimpiadi rimangono il mio grande sogno. Partecipare ai Giochi è un obiettivo che mi piacerebbe si realizzasse. Ci sono andata vicino quest'anno facendo parte della spedizione azzurra a Tokyo, ma purtroppo come turista. A me piace stare con i piedi sui pedali, ma in Giappone sono rimasta con i piedi a terra senza poter gareggiare. Peccato. E' stata comunque una bella esperienza alloggiare nel villaggio Olimpico, la Nazionale Italiana la ringrazio sempre".
Arrivederci a Parigi 2024!
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