
Un anno fa partivano i Campionati del Mondo UCI su strada di Imola - Emilia-Romagna 2020: quattro giorni di gara dal 24 al 27 settembre, organizzati in soli 21 giorni dopo il forfait di Aigle-Martigny in Svizzera.
In quelle settimane, tutto il Paese si è impegnato in uno sforzo che ha permesso di disegnare una “via italiana” alla ripresa della quotidianità. E' stato il simbolo di una rinascita dell'Italia, un Paese che è stato duramente colpito dal Covid-19 all'inizio della crisi sanitaria, oltre a essere stato un appuntamento prestigioso che ha rafforza ulteriormente il ruolo di primo piano che l’Emilia-Romagna ha ormai assunto in campo sportivo nel mondo.
Questa impresa, firmata dal Comitato Organizzatore di Imola2020 guidato da ExtraGiro, con i direttori Marco Selleri, Marco Pavarini e tutto lo staff, è stata ottenuta insieme a Regione Emilia-Romagna, APT Servizi Emilia Romagna, Con.Ami, Città di Imola, Unione Ciclistica Internazionale (Uci), Federazione Ciclistica Italiana (Fci) e il main sponsor Gruppo Hera, riportando la rassegna iridata all'Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, struttura all'avanguardia che già 52 anni fa, nel 1968, aveva assegnato la maglia iridata all'italiano Vittorio Adorni: tra lui e il secondo classificato, il maggior distacco mai registrato ai Mondiali.
Un risultato al quale si è lavorato con determinazione, insieme a tutti i soggetti coinvolti, con un unico obiettivo: fare sì che questa potesse essere una grandissima edizione, all’insegna dei più autentici valori agonistici e, appunto, della sicurezza.
Il complimento più bello agli organizzatori del Campionati del Mondo UCI 2020 di Imola - Emilia-Romagna è arrivato poi da Thomas Bach, il presidente del Comitato Olimpico Internazionale: «L’Italia ha realizzato un nuovo record olimpico: l’organizzazione dei Mondiali in tempi record. È un miracolo e dimostra l’efficienza del sistema sportivo dell’Italia».
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