PREMI | 11/05/2018 | 07:56 Il Premio Fedeltà allo Sport è giunto alla sua 22° edizione. Un avvenimento davvero importante che grazie alla perfetta organizzazione di Valter Nieri è diventato ormai un istituzione. Un premio che ogni anno vede la partecipazione dei più forti campioni dello sport italiano ed internazionale del presente e del passato e che, come fulcro, ha la consegna della pregiata Sfinge d’Oro, un vero e proprio cimelio che viene assegnato soltanto ai Campioni del Mondo, ai Campioni Olimpici, o a chi ha realmente compiuto gesta indelebili nel mondo dello sport.
E la Sfinge d’Oro per il ciclismo italiano quest’anno non poteva andare in mani migliori di quelle di Marco Villa, un uomo che per il ciclismo su pista ha fatto storia, prima come corridore e poi, ancor più, come tecnico della nazionale italiana (ruolo che tutt’oggi ricopre con magnificenza e che siamo sicuri tante altre grandissime soddisfazioni saprà regalare in futuro).
Il palmarés di Villa è eccezionale: due Campionati del Mondo ed una medaglia di bronzo Olimpica conquistata a Sidney 2000 in coppia con Silvio Martinello (oggi 1° opinionista di ciclismo in RAI). Questi sono i risultati più importanti ottenuti dal Marco Villa ciclista. Dal 2011 ad oggi, invece, sono ben 23 le medaglie vinte tra Campionati del Mondo e Campionati Europei (nelle varie discipline e categorie). Medaglie d’argento e di bronzo a cui si vanno ad aggiungere i due spettacolari Ori Mondiali di Filippo Ganna (nel 2016/2018) e soprattutto a quello che senza ombra di dubbio rappresenta il fiore all’occhiello, ovvero l’Oro Olimpico vinto a Rio 2016 da Elia Viviani, fresco vincitore (per adesso) di due tappe al Giro d’Italia. Risultati sensazionali che fanno di Villa il Commissario Tecnico italiano più medagliato della storia moderna in campo maschile.
A ritirare l’importante premio, ricevuto tra l’altro direttamente dalle mani dal suo ex patron Ivano Fanini (con cui Villa ha vinto il suo primo Campionato del Mondo), lo ha accompagnato la sua splendida famiglia, composta dalla moglie Maria Luisa e dai figli Davide, Riccardo e Gian Luca.
“Ringrazio per questo prestigioso riconoscimento il mio ex presidente Ivano Fanini – spiega Marco Villa – colui che mi ha lanciato nel mondo professionistico e con cui ho vinto quasi subito la maglia iridata. Se non fosse per lui, che ha sempre creduto in me anche quando nessuno lo faceva, nel 1994 non sarei mai passato professionista e di conseguenza non avrei potuto ottenere le vittorie prestigiose che poi abbiamo condiviso. Addirittura nel ’95 mi schierò al via del Giro d’Italia per preparare il Mondiale e questa scelta fu perfetta perché poi grazie alla condizione che riuscii ad ottenere con la corsa rosa, vinsi il primo campionato del mondo. Pertanto, se oggi sono qui a ricevere la Sfinge d’Oro e posso guardare indietro con estremo orgoglio ai miei risultati sia da atleta che come C.T. lo devo anche a lui e quindi gli sono riconoscente. Voglio anche esprimere la mia più sincera gratitudine verso Valter Nieri e tutti soci onorari del mensile Lo Sport che quest’anno hanno scelto me per la Sfinge d’Oro 2018. Un encomio davvero prestigioso che in passato è stato assegnato (per il ciclismo) a campionissimi monumentali come Merckx, Hinault, De Vlaeminck, Martens, Gimondi, Moser, Saronni, Argentin, Fondriest, Cipollini, Bartoli e molti altri, compreso tra l’altro Davide Cassani. Inoltre, ho avuto anche la possibilità di conoscere un altro bi-Campione del Mondo, il calciatore Alberto Gilardino che ancora oggi è un grande fuoriclasse, e altri campioni mondiali ed olimpici di altri sport come Gabriella Dorio, Elisa Togut, Manuela Leggeri e Luca Cantagalli. Oltre all’onore di passare del tempo con un altro mito come Gigi Simoni che mi ha perfino regalato il suo libro con una dedica speciale e per un interista come me è stato davvero splendido”.
Marco Villa è stato uno dei più applauditi, tra i numerosi premiati, dagli oltre 300 invitati, in una serata piena di emozioni e ricca di stelle, presenti e passate, di altre discipline sportive. Anche il patron di Amore & Vita – Prodir, Ivano Fanini che ha premiato Marco Villa insieme all’Assessore allo Sport del Comune di Capannori Serena Frediani, non ha di certo nascosto l’entusiasmo che ogni anno si rinnova in questo avvenimento: “Credo che per tutti i successi ottenuti sia da corridore che da C.T. non ci sia persona più appropriata di lui. Il suo medagliere è sicuramente qualcosa di unico e a dir poco eccezionale, per la felicità del ciclismo italiano, del Presidente Renato Di rocco e del Coordinatore generale e C.T. Davide Cassani. Consegnargli la Sfinge è stato davvero significativo – commenta Fanini – perché ricordo come fosse ieri la gioia che mi regalò con la conquista del mondiale, momenti davvero indimenticabili per la storia del team Fanini , oggi Amore & Vita - Prodir. La serata poi anche quest’anno è stata perfettamente condotta da Valter Nieri e dal figlio Cristian, che come sempre ci hanno regalato attimi speciali, ricchi di emozioni. E ci tengo a segnalare che sempre in ambito ciclistico è stato premiato, sempre dal sottoscritto insieme al manager Piero Pieroni, anche un altro personaggio importante, ovvero Benedetto Piccinini. Da una sua idea e dal mio immediato supporto e sostegno nacque il progetto dei Mondiali di Ciclismo in Toscana nel 2013 (di tutte le categorie). Un evento che poi, grazie al suo encomiabile lavoro ed al ruolo di Coordinatore generale degli stessi, si realizzò perfettamente, con la partenza della prova in linea professionisti nientemeno da Lucca ed il passaggio della corse in mezzo alle mie proprietà, una cosa davvero unica ed irripetibile”.
Uomo di grande esperienza e professionalità. Un commissario tecnico che tutto il mondo ci invidia per la sua serietà e preparazione. Meritatissimo questo premio consegnato da un altrettanto figura importante del ciclismo come Ivano Fanini
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